(468) Stoicismo

stoicismo s. m. [der. di stoico]. – 1. (filos.) [dottrina e scuola filosofica, fondata in Atene nel 3° sec. a. C. da Zenone di Cizio, che attribuisce carattere di verità unicamente alle sensazioni capaci d’imporsi al soggetto per intrinseca evidenza] 2. (estens.) [l’essere imperturbabili nell’affrontare i dolori fisici e morali e le avversità della vita: sopportare con s. una grave e dolorosa malattia] ≈ impassibilità, imperturbabilità.

Un paio di giorni fa mentre scrivevo il mio post qui sopra ho notato che c’erano degli aggiornamenti di alcuni plug-in da fare. Mi sono fermata e li ho fatti. Uno di loro si è inceppato – diosasoloilperché ma non è importante – e il monitor è diventato tutto bianco con scritta criptica che tradotta malamente significava: hastalavistababy.

Nel senso che proprio non riuscivo più a entrarci nel blog, neppure da un altro device, niente di niente di niente di niente.

Avrei potuto prendere a martellate tutto, tanto dei miei Giorni Così non era rimasto nulla. Ma non l’ho fatto. Sono andata dal mio host e ho aperto un ticket. Si è palesato in neppure cinque minuti Andrew (che io qui chiamerò Saint Andrew). In un battibaleno mi ha risolto il problema. Più che fortuna è stato veramente un miracolo, un miracolo di Saint Andrew. Un secondo prima non c’era più niente, dieci minuti dopo era ricomparso tutto. Houdini al confronto era scemo, giuro.

Lo sto scrivendo perché ho sedimentato solo ora il trauma e posso dichiarare ufficialmente di aver abbracciato – incosapevolmente eppure durevolmente – lo Stoicismo come filosofia di vita. Era dentro di me, era lì e io non lo sapevo. Era lì e ha già fatto bella mostra di sé in diverse occasioni (ma tante tante tante davvero) e io non l’avevo quasi notato.

Sono esterrefatta e deliziata da questa scoperta, da questa risorsa, da questo potere magico.

Stoicismo Forever – it’s the new rule.

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(465) Ossimoro

I miei pensieri sono l’apoteosi dell’ossimoro. Una lucida pazzia, per alcuni versi, un silenzio eloquente, per altri, e sempre sempre sempre un tacito tumulto nelle viscere. Non li posso addomesticare, i miei pensieri vanno dove vogliono e mi trascinano per i capelli, di qui e di là. Stancante, giuro.

Se da un lato ringrazio il Cielo perché almeno ci sono, il vuoto cosmico neuronale mi fa gelare il sangue, dall’altro mi impongo a periodi un certo rigore. Manco a dirlo, il fallimento è assicurato perché più spolvero e più la polvere si fa.

Capita che, quando sono presa dallo sfinimento, lasci andare le cose così come vogliono andare e nove volte su dieci non mi rimprovero per questo, neppure quando il disastro mi si palesa in tutta la sua mostruosità. La volta che mi rimprovero passo settimane a ripigliarmi, ho un senso autocritico devastante, e un altro buon proposito per questo 2018 è di smetterla di rimproverarmi. Chissà se andrà meglio.

Ritornando all’ossimoro life style, sto sospettando che sia un modo strambo ma efficace di mantenere un certo pseudo-equilibrio. Non solido, forse non troppo reale, ma che per un po’ ti traghetta onorevolmente da una sponda all’altra del fiume senza per questo farti colare a picco per forza. Una teoria leggermente azzardata, me ne rendo conto, ma ho a che fare con due neuroni due, non posso pretendere da me filosofia avanzata – se non quella del pranzo di ieri.

Insomma: essere seriamente giocosa o giocosamente seria? Questo è il dilemma. Io propongo una bella Guinness con abbondanti dippers. Chi è con me alzi la mano!

 

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(285) Beccare

Qua e là. Ho fatto così nella mia vita, ho trovato cibo neuronale (non troppo, mai troppo, scherziamo?) un po’ qua e un po’ là e finché mi nutriva ho continuato a beccare. Quando non ce n’era più, o non mi interessava più, cambiavo il qua e anche il là.

La Cultura (con C maiuscola) è altro, me ne rendo conto, ma nutrirsi di quel che c’è (anche augurandosi di meglio e quindi cercando di meglio) è stato il mio modo di crescere… se non in Cultura, in consapevolezza. Per quello che è il mondo, per come è il mondo, per quanto il mondo offre e toglie.

C’è ancora molto da beccare, per me, e non so se mi basterà una vita, ma sono sicura che finché terrò stretta questa filosofia avrò una possibilità di accrescere in consapevolezza. Della Cultura me ne occuperò nella prossima esistenza, mica posso fare tutto e tutto insieme!

 

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