(798) Apertura

Si procede a testa bassa, di solito. La testa te la fanno abbassare per forza di cose gli eventi che cadendoti addosso si fanno trasportare da una parte all’altra a tempo indeterminato. Cose che non si risolvono e che per quanto tu faccia non si risolvono e che per quanto tu t’ingegni non si risolvono e che per quanto tu ti incazzi non si risolvono e per quanto tu le gestica in modo-Zen non si risolvono. In poche parole: l’inutilità d’azione e di pensiero. L’annichilimento.

Certo, ci sono dei periodi in cui ‘ste bastarde cose che non si risolvono e che non riesci a risolvere (che non è la stessa cosa, lo sappiamo benissimo) sembrano avere meno peso, sei distratta a fare altro e smetti di proiettare la tua energia in quel punto. Bellissimo. Perfetto. Ma dura poco. 

A conti fatti rimane soltanto una cosa da fare: fottersene. Ma non è da tutti. Perché se sei una che le cose le vuole risolvere, girarti dall’altra parte come se la questione non ti riguardasse non è facile. A volte non è neppure difficile, è semplicemente impossibile. Eh. Quindi? Niente. Quindi niente.

Però.

Però se appena appena vedi una piccola apertura, basta soltanto un raggio di sole che sbuca inaspettato, allora pensi: va bene, vedrai che anche questa maledizione che sembra eterna, eterna non è. Nulla è eterno. Certo, sarebbe bello risolverla prima di tirare le cuoia, ma alla fine se non deve essere così io comunque potrò dichiararmi un fottuto osso duro che nonostante non sia riuscito a piegare gli eventi a suo favore non s’è fatto neppure spezzare da loro, mica è poco. Eh.

Quindi? Quindi valutando che ci sono aperture, ci sono sempre aperture, allora viaggiare perennemente a testa bassa potrebbe farci perdere quel raggio di sole improvviso e fugace che ci fa tirare un respiro e ci fa procedere ancora per un po’. E adottare la filosofia del sticazzi potrebbe poi non essere una cattiva idea. Se non si risolve, sticazzi. Non suona mica male.

Sticazzi potrebbe essere la soluzione. Crediamoci.

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(89) Colori

Qualche sostenitore del Vivere a Colori in giro? No, era tanto per chiedere.

I colori nella mia vita ci sono, me li curo, li noto in ogni cosa, ringrazio il cielo per questo e per le altre cose che ho, ma non disdegno neppure il bianco/nero. “La famiglia Addams” a colori farebbe schifo. Ecco: io per Morticia ho un debole. Cosa significa? Perché lo sto scrivendo qui?

Semplice: perché pensare che io possa trasformarmi in un arcobaleno di gioia e sorrisi è perlomeno fuori luogo. Nessuno che mi conosca soltanto un po’ potrebbe azzardare un’ipotesi simile. Sono fatta così. Sono malinconica, riflessiva, introversa (sì, lo sono, so fingermi estroversa quando devo, sappiatelo), amo il nero (e anche il bianco), ma soprattutto il viola. Questo è il quadro pressocché completo. Il resto sono dettagli.

I colori per me, però, sono fondamentali. Li scopro e riscopro dentro alla mia testa, dietro agli occhi, che viaggiano nella gola e vanno giù fino allo stomaco e poi risalgono. Altro che arcobaleno!

Non è che vado a sbandierare in giro il fatto che sono piena di colori, me li tengo per me, me li vivo, me li gestisco e amen. Do per scontato che mica sono la sola ad averli dentro e che la maggior parte di chi li ha dentro non ha voglia di farli uscire così alla cavolo, solo per far felice il mondo.

Il mondo spegne i tuoi colori, il più delle volte, lo sapevi?

Io lo so, l’ho sperimentato più volte e mi sono adeguata a vivere in uno stato di silente coloritura interiore. Guarda che è bellissimo, non si soffre mica. Tu dentro puoi avere tutti i colori che vuoi, rimarranno sempre brillanti e vivaci se non li dai in pasto al mondo. Giuro.

Ecco, in poche righe ho esplicitato il mio credo, quello che mi ha accompagnato fino a qui per 30 anni. Ecco, ora lo dico ma senza crederci troppo. Lo dico perché quando una decide di mettere in atto una trasformazione deve per forza mettere in gioco l’artiglieria pesante, non può nascondersi dietro un divano. Quindi lo dico: forse, e dico forse, è arrivato il momento di far uscire un po’ di colori…

Solo perché altrimenti implodo.

È mera questione di sopravvivenza.

Stop.

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