(798) Apertura

Si procede a testa bassa, di solito. La testa te la fanno abbassare per forza di cose gli eventi che cadendoti addosso si fanno trasportare da una parte all’altra a tempo indeterminato. Cose che non si risolvono e che per quanto tu faccia non si risolvono e che per quanto tu t’ingegni non si risolvono e che per quanto tu ti incazzi non si risolvono e per quanto tu le gestica in modo-Zen non si risolvono. In poche parole: l’inutilità d’azione e di pensiero. L’annichilimento.

Certo, ci sono dei periodi in cui ‘ste bastarde cose che non si risolvono e che non riesci a risolvere (che non è la stessa cosa, lo sappiamo benissimo) sembrano avere meno peso, sei distratta a fare altro e smetti di proiettare la tua energia in quel punto. Bellissimo. Perfetto. Ma dura poco. 

A conti fatti rimane soltanto una cosa da fare: fottersene. Ma non è da tutti. Perché se sei una che le cose le vuole risolvere, girarti dall’altra parte come se la questione non ti riguardasse non è facile. A volte non è neppure difficile, è semplicemente impossibile. Eh. Quindi? Niente. Quindi niente.

Però.

Però se appena appena vedi una piccola apertura, basta soltanto un raggio di sole che sbuca inaspettato, allora pensi: va bene, vedrai che anche questa maledizione che sembra eterna, eterna non è. Nulla è eterno. Certo, sarebbe bello risolverla prima di tirare le cuoia, ma alla fine se non deve essere così io comunque potrò dichiararmi un fottuto osso duro che nonostante non sia riuscito a piegare gli eventi a suo favore non s’è fatto neppure spezzare da loro, mica è poco. Eh.

Quindi? Quindi valutando che ci sono aperture, ci sono sempre aperture, allora viaggiare perennemente a testa bassa potrebbe farci perdere quel raggio di sole improvviso e fugace che ci fa tirare un respiro e ci fa procedere ancora per un po’. E adottare la filosofia del sticazzi potrebbe poi non essere una cattiva idea. Se non si risolve, sticazzi. Non suona mica male.

Sticazzi potrebbe essere la soluzione. Crediamoci.

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(338) Offerta

Mi sconvolge sempre quando davanti a un’offerta senza alcun doppio fine le persone reagiscono con sospetto. Specialmente se l’offerta viene fatta a persone conosciute (non estranei).

Partendo dal presupposto che non si offre qualcosa che ritieni essere una fregatura – mai, neppure agli sconosciuti – mi offende parecchio il pensiero che mi vuole in malafede mentre propongo qualcosa a qualcuno.

Credo sia il sospetto uno dei mali peggiori di questi tempi. Non dico sia ingiustificato, visto i costumi e gli usi che si sono sistemati piuttosto male negli ultimi trent’anni, ma adottarlo a prescindere e usarlo random penso sia incauto e possa creare danni quanto o più del procedere innocentemente dando per scontata la buonafede del nostro prossimo.

Saper accettare un’offerta non è cosa da poco, forse non ci viene insegnato, ma bisognerebbe impararlo. Sono certa sia un’occasione per farci umili e per provare quel sentimento illuminante che è la gratitudine.

Nutro profonda gratitudine per tutte le persone – benedette – che mi hanno offerto il loro aiuto, il loro sostegno, la loro stima, il loro rispetto in tutti questi miei anni di vita. Quando ho avuto bisogno di aiuto ho ricevuto un’offerta che mi ha sollevato e dato speranza. Anche se all’inizio mi risultava difficile per il mio spiccato orgoglio friulano, ho iniziato a capire davvero molte cose di me e della vita quando mi sono aperta ad accogliere le offerte, i doni.

Se ci penso mi commuovo.

 

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(8) Sorprese

In questi giorni sto ricevendo belle sorprese. A parte lo stupore per il fatto che siano belle (solitamente ne ricevo di sorprese, ma piuttosto difficili da digerire), questa inversione di tendenza comporta un obbligato settaggio da parte dei miei neuroni.

Abituati alle emergenze traumatiche, i miei neuroni sopportano male le sorprese. Ora si trovano decisamente confusi: le sorprese possono pure essere belle. E io posso rilassarmi un po’. Non troppo, per l’amor del cielo, soltanto un po’.

Mi scocciava essere diventata cinica e chiusa nei confronti delle possibilità a portata di mano. Ero stanca, ecco. Quindi, questo periodo che si è appena aperto mi impone un ripristino di certi pensieri adolescenziali che mi piacevano tanto e che mi facevano amare il mondo intero.

Ok, il mondo è cambiato parecchio da quando avevo sedici anni, e non in meglio, ma metto da parte il cinismo e il broncio ora.

Sono curiosa di incontrare quel che accadrà.

 b__

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