(594) Coppia

Una coppia = due. Due che è 1 + 1. Quindi due che si sommano. Ecco, così mi piace. Ti sommo a me, in modo che la forza si raddoppi. Visto che non siamo uguali riusciremo anche a smorzare le reciproche debolezze, tu colmi le mie e io cerco di colmare le tue. Se lavoriamo insieme in questa direzione, possiamouna  andare lontano.

Sembra facile, ma è un casino. Il risultato ottenuto ogni volta è stato un dimezzamento delle mie forze e un rafforzamento delle mie debolezze. Com’è possibile? Non una, non due, non tre volte, sempre. Com’è possibile?

E star lì a pensarci non è che mi abbia portato a grandi illuminazioni, soltanto grande scoramento e questo non aiuta né l’autostima, né le speranze in una nuova possibilità – migliore, ovviamente, più fortunata. Eh.

Si riparte sempre dalla teoria, e la mia teoria non fa una piega. Una formula matematica, in realtà, non fa pieghe ed è per questo che ci si appiglia volentieri alla sua chiarezza e alla sua fermezza. E non mi funziona, però. C’è qualcosa che non funziona nella scelta, probabilmente, di una  metà della coppia. Io, per forza di cose e non per volontà – sia chiaro – non mi posso cambiare pertanto sono l’unico punto fermo della coppia (per me) e mi devo anche prendere la responsabilità delle scelte fatte. In poche parole: scelgo male. Scelgo proprio male. Non so perché e non so come, ma scelgo proprio proprio male. Avrei bisogno di un corso dal titolo accattivante, tipo: “Fai la scelta giusta, oh – tu – povera idiota!”.

Esisterà on-line qualcosa del genere? Ora cerco.

 

Share
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

(271) Follia

A un certo punto diventi grande e pensi: adesso posso fare quello che voglio e nessuno si permetterà più di mettersi tra me e la mia vita. Questo pensiero meraviglioso (lo è davvero, ironia a parte) sarebbe l’inizio di una bella storia se fossimo abbastanza saggi da gestircelo. Non lo siamo. Forse, se siamo fortunati, lo saremo. Quando ci ritroveremo più vecchi, vecchi abbastanza da aver capito che fare quello che vuoi – quando quello che vuoi muta forma e significato ogni tre secondi – è come rimbalzare tra un ostacolo e l’altro sugli autoscontri.

Odio gli autoscontri, mai capito chi ci va matto, ma adoro guidare l’auto. Non mi piace sbattere contro qualcosa, mi piace guidare senza andarmi a cercare il colpo della strega – che quando lo cerchi arriva sempre puntuale.

Le righe sopra non sono scritte a casaccio, prendiamole come una metafora: guidare alla cavolo perché ti diverte lo fai se sei al Luna Park e basta. E basta. Pensare che possiamo andare alla cavolo mentre conduciamo la nostra vita di qua e di là a seconda del nostro umorale volere è per lo meno folle.

Se trovi un certo equilibrio nella gestione del tuo umore e del tuo volere, scopri anche che volere quello che va bene per te è come fare 6 al SuperEnalotto: pressocché impossibile. Eppure, soltanto quella cosa che davvero va bene per te vale la pena dello struggimento che il volere senza ancora l’ottenere si porta appresso.

Cosa voglio dire con tutto questo? Bah! Forse soltanto che siamo tutti folli e che i Cappellai Matti sono gli unici a vederci chiaro. Pertanto quando ne trovi uno, uno vero, ascoltalo attentamente.

Share
it.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

(229) Relitto

Ho sempre guardato agli appigli come a piccoli miracoli di salvezza. Non è semplice farci l’occhio, ma se sei fortunato perché la vita ti ha ben bastonato con costanza e sollecitudine allora gli appigli hai imparato a riconoscerli ovunque.

Quando sei guardato come un relitto, quando nessuno ti darebbe un soldo sulla fiducia, quando le tue parole e le tue azioni passano nel silenzio e cadono lontane senza che nessuno le raccolga. Ecco, quelli sono appigli.

Da lì riparti, perché da un qualche posto uno deve pur ripartire e quando non c’è nient’altro da lì riparti. Non è che ti servono i dubbi o le recriminazioni. Non ti serve lamentarti, bestemmiare, vendicarti. Non ti serve. Fattene una ragione, non serve. Devi trovare un altro modo. Non ce l’hai ancora? Ok, inizia a cercarlo, inizia a desiderarlo, inizia ad accorgerti degli stramaledetti appigli.

Un relitto è qualcosa di finito, tu no.

Share
PDF24    Invia l'articolo in formato PDF