(724) Tocco

Basta un tocco e tutto può cambiare. Un tocco di fortuna o di sfiga e tutto può cambiare. Anzi, tutto cambia. Perché cambi tu dentro, anche se non te ne accorgi, anche se ti sembri sempre la stessa, ma non è così. Te ne accorgi col tempo, quando si è sistemato un nuovo equilibrio, migliore o peggiore non ha importanza, è comunque un’altra cosa, anche se nel minuscolo e nell’intangibile.

Un tocco di gentilezza migliora la tua giornata. Un tocco di ironia solleva la situazione, un tocco di speranza ti fa guardare al domani con un sorriso. Quando nelle cose ci metti un tocco di rabbia si rompono i bicchieri e si rompono i legami e anche certi cuori, quelli che non sanno difendersi e che si affidano ingenui.

Noi siamo fatti di tocchi, miliardi di tocchi in una giornata, e non ce ne accorgiamo. Pensiamo sempre che le cose siano grandi, specialmente quelle che contano, e invece le cose sono sempre piccole, piccolissime. Piccoli tocchi che si sommano uno all’altro e che producono grandi spostamenti e – spesso – grandi danni. Perché non ce ne curiamo, perché non pensiamo abbastanza, perché non ci prendiamo carico delle conseguenze e tanto meno della materia delicata con cui è fatto l’animo umano – che ricorda tutto il male e dimentica tutto il bene.

Se riuscissimo a contare i tocchi che in una giornata diamo agli altri e quelli che riceviamo ne rimarremmo impressionati. Ci verrebbe quasi da chiederci: “Come ho potuto ignorare tutto questo fino a oggi e comunque sopravvivere?”. Ma non lo faremo mai, è troppo rischioso e noi non abbiamo voglia di menate perché già la vita è così complicata che farsi passare il mal di testa è un’impresa. Allora continuare a toccare senza grazia, senza cura, senza bene, il nostro prossimo diventa una scelta obbligata, e continuare a vivere una vita arida e spinosa diventa il nostro unico destino.

No, non è questione di karma, quello viene dopo. Per tutti.

 

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(525) Resti

Ogni tanto guardo quel che resta di me a fine giornata. Non è uno spettacolo esaltante, ma sto iniziando a valutarlo sospendendo il mio dannato senso critico. Ho pensato di cambiare dinamica per vedere come va, sì.

I resti che mi trovo tra le mani sono quello che m’è riuscito di salvare nello scempio della mia giornata, fatta di tante cose e di tante tante richieste da assorbire in qualche modo ispirandomi a un atteggiamento zen che poco mi appartiene. I miei resti verranno raccolti in un sacchettino e durante la notte saranno sistemati e ripristinati affinché assomiglino a un tutt’uno. A volte ci riesco, altre no.

Il più delle volte ci riesco e questo fa sì che io possa affrontare una nuova giornata, senza troppe pretese ma con una speranza di arrivare a sera con mezzo neurone funzionante. Mi sono, però, resa conto che in questo modo non si può andare avanti per sempre, perché il mucchietto dei miei resti piano piano si sta rimpicciolendo.

Tutto sommato non sono così preoccupata perché la soluzione da attuare ce l’ho, devo solo decidermi a farlo. Devo nutrirmi di tutto quello che fin dalla notte dei tempi funziona in casi come il mio, in una sola parola: Arte.

Lettura, musica, cinema, fotografia, balletto, pittura, scultura… ancora e ancora ancora e ancora. Questo nutre e ripristina la materia.

I miei resti, quelli di oggi, mi stanno guardando scettici: “Lo farà davvero?”, si stanno chiedendo.

“Non me la sento di promettere nulla, belli, ma ci posso provare”, e sono sincera, davvero. Non la stanno apprezzando granché questa mia spontanea disposizione nel correre ai ripari, ma non hanno scelta, si devono fidare. Do a tutti la buonanotte e vediamo cosa mi riuscirà di combinare domani. Sempre domani.

Se sono fortunata.

 

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