(735) Medusa

Il suo potere potrebbe farmi comodo. Vuoi pietrificare qualcuno? Fai in modo che ti fissi negli occhi e il gioco è fatto. Semplice. Certo, non era una gran bellezza, Medusa, ma neppure io lo sono quindi non ci perderei nulla. E, ribadisco, mi farebbe davvero comodo.

Facciamo un esempio: stai parlando e vieni interrotta bruscamente da un energumeno buzzurro che ti sovrasta con le sue ragioni? Zaaaaak… pietrificato.

So che certe semplificazioni portano all’inferno, ma c’è tanto bisogno di belle statue in interessanti pose plastiche nel mondo e c’è tanto meno bisogno di esseri decerebrati che pensano di essere dei geni e non vedono l’ora di fartelo capire. In tutto questo si tratterrebbe di mettere le cose in ordine, niente di che.

Al di là della mera utilità del mezzo – lo sguardo pietrificante nella fattispecie – vorrei approfondire l’argomento “Essere trattati come fastidi e non come Esseri Umani pensanti” perché mi sembra interessante. Tutti noi abbiamo attorno qualcuno che vorremmo pietrificare – provvisoriamente o definitivamente, ogni caso è a sé ovvio – per le ragioni più disparate e soprattutto con diverse intenzioni. Io mi baserei per la mia riflessione soltanto sui casi che aderiscono al topic qui sopra specificato: la mancanza di rispetto.

Ci sono volte in cui non ci rendiamo neppure conto che stiamo calpestando la dignità di chi ci sta accanto, perché non ci prendiamo neppure la briga di guardarli in faccia, ma è una cosa che ci perdoniamo facilmente. Ecco, penso che non dovremmo passarla liscia. Penso che ci dovrebbe essere qualcuno dotato di sguardo pietrificante che ce lo fa presente coi fatti. Non con le parole, coi fatti proprio. Più fatto dell’essere pietrificato voglio vedere! Lo devi capire per forza no?

Ora non voglio dilungarmi troppo, il concetto di base penso di averlo chiarito: a me il potere della Medusa!!!

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(620) Glitter

Quando la realtà manca di luccichii bisogna glitterarla un po’. Non è cattiveria, la sua, è che le cose sono sempre troppo complicate e si perde brillantezza a star dietro a tutto. Una spruzzata di glitters e via! Cambia tutto.

No, non è vero, non cambia tutto, cambia un bel niente, ma forse diventa più sopportabile. O almeno ti sembra. E a volte quel “ti sembra” può salvare la speranza.

Come quando ricordi una persona che non c’è più e decidi di tirare fuori il meglio di quello che era ed è stato. In quel momento fai una cosa buona per te, per lei e per chi ascolta. Non è che è tutto lì, lo sai tu e lo sanno tutti, è che scegli di riportare nel presente qualcosa che di bello è accaduto in passato che l’ha vista protagonista, magari ti scappa ancora la stessa risata o anche soltanto un sorriso. Un po’ di glitter, ecco.

Questo intendo, obbligarsi a riportare un brillìo di qua e uno di là, riportarli visibili dove si erano spenti, altrimenti la cortina grigia piomba giù e chi osa più alzare la testa?

Lo si fa con l’ironia e con l’autoironia, che arrivano come spruzzate di acqua energizzante mentre sei sul lettino alle lampados. Basta poco e ti sollevi, ti scrolli di dosso la patina di drammaticità stagnante che ti schiaccia. Non so se è un’Arte che si impara, forse ci si nasce. Io ho la fortuna di averla nei geni, eredità che nella mia famiglia è stata coltivata e mantenuta viva e ben vivace, e credo sia il dono più grande che abbia ricevuto.

Una spruzzatina, prima-durante-dopo i pasti, sberluccicanti prismi che giocano con la luce che si colora. Cosa chiedere di più?

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