(354) Ingranaggio

L’ingranaggio è quella cosa che se si incastra per bene fa funzionare la macchina (qualsiasi macchinario funzioni con ingranaggi, s’intende). Un metodo geniale che ti permette di far andare un qualsiasi mezzo che usi per creare qualcosa. L’uomo lo ha inventato per facilitarsi il lavoro e quando l’ingranaggio lavora per te e lavora bene tu sei più felice.

L’ingranaggio per far sì che non ti lasci a piedi deve essere oggetto di continua manutenzione. Se è sporco, se è liso o obsoleto si blocca o si spacca e tu sei fregato.

Se facessimo più attenzione agli ingranaggi e rendessimo loro grazie perché esistono e esistono per noi, molto probabilmente le cose funzionerebbero per bene e noi saremmo più felici.

Ci sono milioni di ingranaggi che si prodigano per noi – moltissimi racchiusi nel nostro corpo e nella nostra mente – e in silenzio lavorano sodo senza mai smettere e lavorano malgrado tutto, anche se noi non ce ne accorgiamo o e anche quando noi non vogliamo (sì lo fanno). La cosa affascinante è che sono il fulcro di tutta la nostra forza, il nostro potere risiede in loro e loro possono – quando ne hanno davvero fin sopra le orecchie – bloccarsi, fondersi, disintegrarsi e smettere di funzionare. Così di botto. Senza nessuna spiegazione. Senza chiedere il permesso e senza chiedere scusa. Smettono di andare e basta.

Considerata questa possibilità agghiacciante, c’è da dire che molto spesso ci lanciano dei segnali che ci dovrebbero mettere in allarme, ma la maggior parte delle volte noi facciamo finta di niente. Finta di niente oggi e finta di niente domani, lasciamo andare a remengo le cose pensando che ci vada sempre liscia fino a che ci fermiamo e basta.

Questo errore lo fanno tutti e continuamente, anche quando hanno già sperimentato la drammatica situazione in cui ci si ferma e basta e hanno già avuto fortuna a pacchi a potersi rimettere in moto.

Ecco, io ci ricasco continuamente, ma spero che questa volta sia l’ultima per un pezzo. Speriamo.

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(318) Megafono

L’idea di poter disporre di un megafono per urlare nelle orecchie alla gente la sua totale assurdità mi ossessiona. Arrivo lì, quatta quatta, megafono in mano e sbraito: idiota!

Secondo me l’idiota in questione avrebbe un meraviglioso risveglio di coscienza, le orecchie gli fischierebbero sonoramente per un paio di mesi tanto da impedirgli di agire e anche di pensare (un respiro per l’intero Pianeta) e nella lenta ripresa delle proprie capacità cognitive e motorie rivaluterebbe i propri criteri d’azione e farebbe un po’ di pulizia interiore per rivelarsi meno idiota di quello che fino a un istante prima della megafonata era.

Altro che meditazione! Un trauma ci vuole, un megafono a un millimetro dal tuo orecchio che ti urli: idiota! In un istante tutto cambierebbe.

Ci sarebbe un bel po’ da fare, i risvegli produrrebbero cambiamenti importanti, ma la cosa che più mi affascina è immaginare quel silenzio post-megafonata nella quale cadrebbero i risvegliati. Lì ci sarebbe da indagare, lì si potrebbero verificare eventi stupefacenti. Un idiota che si è appena risvegliato, ma ancora non lo sa perché le orecchie gli fanno male e i pensieri non sanno più da che parte stare, è un affascinante enigma.

Voglio un megafono. Ora.

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