(628) Presenza

Oggi è stato un giorno di presenza. Presenza piena. Non sono mai stata altrove, sono rimasta attaccata a quello che stavo vivendo, su più livelli, ma sempre ben focalizzata sullo stesso istante: il presente.

Sembra una cosa da niente, me ne rendo conto, ma per una come me che è sbrindellata in diversi istanti in contemporanea con grande beffa dello spazio e del tempo – per tutto il tempo che vive – questo è un giorno importante. Che se fossi meno stanca mi scolerei una Guinness per festeggiare.

Posso farlo, posso essere presente, pienamente presente e in controllo di quello che sto vivendo (di ogni cosa che penso e che dico/faccio) senza perdermi pezzi, battiti. Non lo so se è perché stamattina mi sono svegliata strana e ho continuato a esserlo per tutto il giorno, oppure perché le situazioni che si sono verificate oggi mi hanno facilitato la cosa. Non lo so. So soltanto che non mi sono distratta, non ho pensato “vorrei essere in Islanda a pescare ghiaccioli”, non ho avuto la tentazione di appuntarmi qualcosa che non c’entrava nulla con quello che stava accadendo davanti a me. Più ci penso e più mi sconvolgo. Sarò stata posseduta dallo Spirito del Presente in anticipo rispetto al rito natalizio? Lo ignoro bellamente.

Fatto sta che è stata una giornata intensa, che mi ha fatto viaggiare in mondi umani che non conoscevo e mi ha aperto a pensieri nuovi. Come se mi fossi fatta una bella respirata in pieno Oceano. Se riuscissi a vivermi tutta la settimana in questa condizione benedetta avrei risolto ogni malumore. Non credo che riuscirò a bissare domani, ma se riesco a ricordarmi esattamente come mi sento ora forse avrò voglia di riprovarci. Magari la prossima settimana, chi lo sa.

Essere presente anche quando l’appello non è obbligatorio… lo consiglierei a tutti.

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(368) Zig-Zag

Mi viene benissimo. La via diritta, quella che ci metti un secondo ad arrivare, non fa proprio per me. Lo zigzagare, sì. Posso vantare trillioni di sudati chilometri in questi miei anni, costati fatica a badilate, senza arrivare a nulla. Ancora. Ma si sa che lo zigzagare non garantisce nulla.

La cosa più assurda è che non è mai stata una scelta, sempre un accomodamento per offrire ai miei desideri qualche chance in più. Va da sé che quel nulla a cui dico di essere arrivata è in realtà un nulla parziale.

Si dà il caso che tra uno zig e uno zag io abbia incontrato tanti pieni che mi hanno permesso di nutrirmi mentre andavo, e tutto questo cibo d’anima non rientra in quel nulla da me citato prima. Il nulla riguarda tutte le ambizioni che si sono inabissate senza lasciare traccia in superficie, alzando il livello del mio oceano, posandosi sul fondo come lava fattasi masso una volta raffreddata.

Non so andare dritta, oppure non trovo strade dritte, ancora non l’ho capito cosa succede ogni volta, so solo che mi ritrovo nel mio eterno zig-zag a percorrere chilometri cercando di non piombare sul fondo assieme a tutto quello che mi porto appresso. Desideri? Quelli scappano via. Quelli sanno dove scappare – beati loro – sono io che non so trovare nel mio zigzagare nessuna scappatoia. Ancora.

 

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