(945) Via

A ognuno la sua, innegabile. Per fortuna, perché già individuare la propria è un casino, figuriamoci prendere in carico quella di qualcun altro. No, non si fa. Eppure si è tentati, perché mettere a posto le vie degli altri sembra essere per noi un’occupazione ben più interessante dell’impegnarsi a badare alla propria. Tutti bravi con la via degli altri, eh?

Ci stanno i consigli, perlamordelcielo, ma fino a un certo punto. Soprattutto considerando che mica sai cosa passa dentro la testa e il cuore di chi ti sta di fronte, neppure di te sai dare le coordinate precise, sii sincero!

Il punto è che lo auguro a tutti di poter percorrere la propria via, senza dubbi e senza distrazioni. Di camminare dritti, passo sostenuto ma non troppo, godendosi il paesaggio e raccogliendo tutto quello che sia utile per proseguire e stare bene. Perché no? Il benessere degli altri non toglie nulla al mio benessere. E quando si sta esattamente dove è scritto che dobbiamo stare, al nostro posto, non abbiamo di certo voglia né tempo di andare a rompere le scatole agli altri. Un gran vantaggio per il resto dell’Umanità.

Ho camminato diverse vie sentendomi sempre fuori luogo, finché non ho trovato la mia. E la volevo più agile e più luminosa così da non inciampare continuamente, ma le regole del gioco non le faccio io e ci si deve adeguare. Ho capito che comunque va bene così perché almeno tutto quello che affronto ha un senso e mi sta facendo avanzare. Insomma, non sto combattendo per nessun altro se non per me stessa e questo è un grande privilegio.

Immagino che non ci sia una via completamente priva di ostacoli, ma credo che sia per tutti fondamentale trovare il disegno che ci determina per riuscire a saltarli uno dopo l’altro con la determinazione che serve. Senza mai mollare.

Senza mollare mai.

 

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