(834) Gregge

Fare i bastian contrari a prescindere è idiota. Se lo fai con un certo criterio e ragioni solide ne possiamo parlare, ma se scopro che i tuoi bla-bla-bla sono aria fritta che mi spari in faccia perché ti pensi originale, bé… ti becchi quel che ti meriti. Scappa che è meglio.

Il gregge ha un suo perché: da soli si è più vulnerabili, insieme si fa massa difficilmente attaccabile. Nel gregge i bastian contrari danno fastidio. Punto.

Il gregge viene guidato da un pastore che ha il compito di prendersi cura di tutte le pecorelle – lo so cosa state pensando, ma non è un discorso religioso. Significa che qualcuno che non è una pecora si prende carico di tutte le pecore e fa in modo che vivano onorevolmente finché si può (to be continued).

Il gregge nel suo interno contiene teste matte e teste ordinarie, non è che tutte le pecore sono uguali. Eppure un certo equilibrio lo trovano. Sono piuttosto intelligenti le pecore, hanno comunque un ego per nulla ingombrante. In poche parole: il gregge è il gregge, le pecore sono pecore. Noi, credo, possiamo ambire ad altro. Credo.

Se da soli, noi uomini, siamo comunque più vulnerabili è pur vero che fare massa soltanto per non essere attaccati è da vigliacchi.

Scegliersi un pastore che non diventi il tuo carnefice, inoltre, potrebbe essere cosa alla nostra portata, basta far girare un po’ i neuroni e una alternativa la si trova.

Certe teste matte potrebbero pure restare matte se la smettessero di esserlo a spese delle altre teste. Neppure noi uomini siamo tutti uguali, non siamo costretti a sceglierci un gregge, possiamo imparare a autoproteggerci senza essere costretti a consegnarci a un padrone. No, non siamo pecore.

Resta il fatto che essere uomini comporta un certo rischio, una certa fatica, un certo marasma d’animo e che una pecora se la vive in modo decisamente più sereno. Vorrei ricordare però che le pecore vengono macellate e deprivate del loro manto. Ergo: a ognuno la sua croce.

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