La fragilità degli Esseri Umani non ha mai cambiato natura, è rimasta sempre la stessa nei secoli, eppure ci lasciamo fregare ancora. Il bisogno di essere amati, e quindi accolti e compresi, ci fa andare in pezzi ogni volta che il vento cambia. L’odio che riceviamo per non essere quello che gli altri si aspettano da noi ci lascia sempre attoniti, senza fiato.

Io conosco la gente, cambia in un giorno. Elargisce con la stessa generosità il suo odio e il suo amore.     (Voltaire)

Noi siamo la gente. Oggi possiamo pensare a noi come carnefici e come vittime al contempo, sappiamo amare e odiare con una potenza inaudita e basta poco per far cambiare le carte in tavola, perché si può amare e si può odiare senza motivo. Si può amare o odiare qualcuno soltanto perché la nostra mente ha proiettato le proprie devianze su un soggetto immaginato più che realmente conosciuto.

Non c’è modo di intervenire in questa dinamica insana, si può – però – fare in modo che quell’amore e quell’odio non ci risulti fatale. Quando essere amati, quel bisogno che ci rende umani, da esigenza diventa aspirazione… allora siamo al sicuro. Ci muoviamo affinché si crei attorno a noi un’atmosfera positiva, di benessere, ma non ci facciamo plasmare dalle aspettative altrui.

“Essere al servizio e “essere Servitori” sono due condizioni umane totalmente diverse. Occorre spiegarlo?

Farsi condizionare dalle opinioni che gli altri hanno di noi è decisamente malsano. I condizionamenti ci spingono alla menzogna, alla recitazione quotidiana di un personaggio che poco ci assomiglia. Abbiamo paura del giudizio di chi ci sta attorno, evitiamo di chiederci cosa pensiamo di noi stessi per non aprire il nostro Vaso di Pandora, siamo sempre in guardia eppure non sempre riusciamo a schivare i colpi a tradimento (che sono quelli che fanno più male)… il nostro inferno ci mastica tutti i santi giorni.

Ho imparato a offrire il mio amore con cautela e ho imparato a non odiare. Mai.

Ho imparato a restarmene un po’ in disparte quando tutti si schierano troppo presto, tagliando corto per la fatica di comprendere davvero le ragioni e le conseguenze. Arrivo un po’ dopo, ma seguo quello che sento e non quello che gli altri vogliono farmi capire.

Ho imparato a non mendicare l’amore e a non pensarlo “per sempre”. Ho imparato che l’odio che ricevo non porta il mio nome, non è mio.

Ho imparato che le mie scelte e i miei cambiamenti fanno capo a me, non a qualcun altro. La responsabilità non è delegabile né trasferibile. La mia vita non è una vetrina, non deve necessariamente attirare l’attenzione per acquistare valore. Tutt’altro.

Questo perché l’Amore mi tocca e l’Odio mi spezza, ma l’Indifferenza non mi ferisce più.

Mi libera.

Chi l’avrebbe mai detto che una come me, fragile e incasinata, potesse farsi forte e tenersi in piedi nonostante tutto e tutti. Chi l’avrebbe mai immaginato? Neppure io avrei potuto. Ma…

Questo è quello che ho capito finora. Questo è quello che volevo condividere con voi.

Buon lunedì

😉

 

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