A volte si scrive con il cuore leggero, altre volte no. Alle volte un addio è di sollievo, altre volte no. Nelle “volte no” c’è il dolore, che in qualche modo deve essere maneggiato, in qualche modo deve essere processato, in qualche modo deve essere ingoiato e digerito. Assimilato.

Ultimamente gli addii sono stati parecchi, troppi.

Abbiamo detto addio a chi ci ha colto di sorpresa e a chi ci ha accompagnato nel percorso e a chi nel silenzio ci ha salutato discretamente.

A volte si sceglie come dire addio, sono le partenze migliori. Bisogna essere fortunati, però.

Ci sono tre donne che oggi vorrei salutare, perché il loro addio mi ha toccato in modo diverso eppure forte. In fin dei conti i legami emotivi non sono fino in fondo spiegabili, spesso si fanno forza di piccoli dettagli che leggi in una sorta di incanto e assimili naturalmente facendosi importanti. Chissà perché.

Il Nome

Ho riflettuto sull’importanza di avere un nome e di costruirsi un’identità che ti possa rappresentare fedelmente grazie a Tina Turner. Quello che ho capito di me, attraverso quella che è stata la sua prima grande battaglia per sopravvivere professionalmente e ripartire, ha disegnato la mia traiettoria fino a qui.

Grazie Tina.

Il Viso

Ho valutato il mio viso e i suoi tratti dopo aver guardato mille volte il suo viso, non so perché. Dal suo viso usciva un fiume di complessità che mi ipnotizzava. Quel fiume era potente e mi disturbava, muoveva cose antiche e oscure, difficili da sopportare. Mostrava qualcosa che riconoscevo, come donna, e che non volevo. Eppure c’era e c’è. Sinead O’Connor c’era e c’è. Inutile guardare da un’altra parte.

 

 

La Voce

Ascoltavo la sua voce che era disciplinata e profonda, insegnava e illuminava. Le sue intenzioni mi erano chiare e confortanti, sapevano ispirare nuovi pensieri aprendo porte e finestre al vento, alla tempesta, al sole. Ha lasciato molto di sé qui, ha pensato bene il suo andare e non poteva essere altrimenti. Ho iniziato a impormi disciplina nella voce e nei pensieri grazie a lei.

Ogni volta che apri bocca per parlare, ricordati che è con la parola che Dio ha creato il mondo.

Michela Murgia

 

 

Ci sono addii che uno dopo l’altro ti rivoltano piano piano, inesorabilmente.

Quando li accetti ti accorgi che sei diversa. No, non migliore, soltanto diversa.

Questa è la vita, non è un film.

 

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