Ci sono circostanze che richiedono di fare un passo avanti o di perdere tutto. Altre circostanze si presentano sottoforma di occasioni che con un passo avanti possono trasformarsi in opportunità dall’esito incerto. Tony Robbins non fa che ripeterlo:
It is in your moments of decision that your destiny is shaped.
Ciclicamente la vita ci riporta a quel momento, lì dove una decisione trasforma il nostro destino. Dentro “Sliding Doors” l’ansia regna sovrana, nessuna garanzia. Si chiama rischio per una buona ragione. Se nella nostra vita siamo messi così, il privato è terreno di sperimentazione anche selvaggia e io qui sospenderei qualsiasi giudizio perché poco mi importa di ficcare il naso nelle esistenze altrui, ma quando si tratta di business allora qualcosa da dire ce l’avrei anche.
In linea di massima, quando la tua attività inizia a perdere visibilità = vendite = guadagno si dovrebbe correre ai ripari. C’è chi lo fa e chi tergiversa sperando che le cose si sistemino da sole. Raramente lo fanno, ma ci si spera sempre.
Quando invece l’attività rimane a galla, non cresce e non decresce, si tende a pensare che comunque sta andando bene. Il “potrebbe-andare-peggio” è un metro che si trasforma in tagliola perché prima di decrescere c’è sempre uno stallo (non si passa dalla terza alla retro, vero?). Lo stallo è un “fermo” che perdura da un po’, senza una spinta la salita è pressocché impossibile.
La spinta è un evento volontario, non avviene soltanto perché lo si sta aspettando. La spinta è nostra scelta.
Quindi, in questo momento storico – di nuovo – mi ritrovo a decidere se attivarmi e spingermi oltre o se ignorare l’opportunità.
Ovviamente, per come sono disegnata io, non ho dubbio alcuno che abbraccerò il rischio e farò il salto. La cosa sorprendente, però, è che questa volta non è un risk-it-all, perché rischio soltanto la metà di tutto quello che vorrò giocarmi. Sarà così perché ho digerito la lezione, ho agito e agirò in modo diverso. Come posso esserne certa? Perché quella lezione mi è costata davvero tutto, ho dovuto andare fino in fondo a me stessa per capirla bene. So che l’ho guardata e analizzata talmente in profondità e per molto tempo, che mi ha fatto male e bene e male e bene e male e bene. Non è ancora acqua passata, quindi sono ben sveglia e motivata a non riproporre lo stesso schema.
Il rischio, quindi, come si è ridimensionato? Non lo so ancora, se lo sapessi non sarebbe più un rischio. Quello che so è che dentro “Sliding Doors” l’ansia non passa, ma si può gestire. Ho intenzione di trasformare ancora una volta il mio destino con la decisione che sento giusta ora.
Cos’altro potrei desiderare se non questa libertà di essere e di agire?
E questo è quello che auguro a ogni Essere Umano che vive e lotta per rimanere in vita su questo Pianeta.
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