Parliamo di quanto Steve Jobs abbia saputo trasformare un suo limite personale in una miniera d’oro, creando quell’impero tecnologico che prima lo ha fagocitato e poi risputato. Della sua visione che lo ha spinto oltre ogni limite riconquistando tutto ciò che gli era stato tolto per renderlo immortale nell’immaginario planetario.
Parliamo di Jack Ma e del suo percorso straordinario – proprio perché partito da condizioni umili e di mancanza – che lo ha visto scalare gradino dopo gradino, in modo epico, con determinazione incrollabile e capacità strategiche notevoli, come il migliore dei freeclimbers una montagna granitica che si è conquistato solo contro tutti: fantastico, davvero fantastico, però adesso basta.
Faccio il mestiere più inflazionato del mondo, racconto storie, e sono soltanto l’ennesima voce in un mercato che straborda di offerta, e da questo mare magnum appiccicoso posso anche sbottare: finiamola una volta per tutte! Che si porti ad esempio chi ha creato un impero commerciale ci fa bene fino a pagina due. La pagina tre dovrebbe raccontare i compromessi e le sporcherie per arrivare lassù e starci che hanno dovuto cavalcare. No? Perché si fa presto a dire che sono persone spigolose e poco piacevoli da frequentare, ma diventa ben più spinoso fare una lista di tutte quelle scelte (ambiziose e spudorate) che hanno abbracciato per soddisfare il proprio ego.
Senza un ego smisurato certe strade ti sono precluse. Non c’è bene o male che tenga, il bene e il male diventano variabili ampiamente fluttuanti quando si parla di libero arbitrio. Non c’è giudizio, c’è soltanto la volontà di guardare in faccia quello che è e quello che significa, per poi scegliere chi vuoi essere e come vuoi gestire la tua ambizione, la tua immagine di successo, la tua imperfezione e il tuo equilibrio mentale.
In questo periodo storico, devastante per l’equilibrio mentale di chiunque abbia un minimo di coscienza, continuare a ripeterci storie studiate a tavolino per trasformare esseri umani discutibili, come tutti, in eroi mi sembra disgustoso. Il potere è sporco e noi lo sappiamo. Per giustificare questa insana voglia di potere gli facciamo fare un paio di lavaggi con lo sbiancante e centrifuga, così da poterlo indossare e farcene un vanto.
Il coraggio sfrontato di indossare il fango, assieme al potere, e spudoratamente farlo digerire a tutti come se fosse cosa buona e giusta, è quello che la politica italiana ci sta insegnando e noi – poveri idioti – prima di attaccare il cervello cosa facciamo? Azioniamo la centrifuga. Fantastico, vero?
Raccontare storie non significa raccontarsi le storie per acquietare la coscienza e sentirci immacolati, che più bianco non si può. E chi fa questo mio mestiere dovrebbe iniziare a fare i conti con la propria coscienza perché esiste un’etica professionale e fingere il contrario è imperdonabile. Alla luce di tutto quello che stiamo attraversando è abominevole.
Questo per dire che dobbiamo cambiare la narrazione di ciò che è degno e di ciò che non lo è. Perché non stiamo gareggiando per decretare chi sia il migliore, ma siamo costretti in una corsa che ci impone un impegno: rendere migliore la realtà grazie al proprio contributo individuale, etico e onorevole.
Buon Ferragosto (a chi ci tiene), io per un paio di settimane staccherò la spina.
Ci si rilegge a settembre, se vi va.
(Grazie)
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