Ozzy Osbourne è volato via, sbattendo le sue ali di pippistrello in silenzio dopo un concerto d’addio che resterà immortalato finché la terra non esploderà. Ozzy se n’è andato lasciando di lui molto: musica, performance, vita privata in real time e miti e leggende attorno a tutto quello che viveva.
Ha saputo raccontare sé stesso tenendo fede al mantra: ALL I AM IS HONEST. E se parliamo di personal branding non è mai uscito dai binari che lui stesso aveva tracciato, il suo Crazy Train ha tenuto fede all’intento di deragliare andando dritto per la sua strada… selvaggio, pazzo, irresistibile.
Nessuno in questi giorni ha fatto altro se non rendere palese il proprio saluto affettuoso e rispettoso a questo pazzo Principe delle Tenebre che ha cambiato il rock senza chiedere il permesso e al contempo mettendo in vetrina un cuore ripieno di tenerezza (nel suo privato e in quei I Love Ya che lanciava dallo stage al suo pubblico), come se fosse normale saltare da John a Ozzy e viceversa senza creare disturbi di continuità.
Autentico nel suo essere John quanto nel suo essere Ozzy. Chi mai avrebbe potuto farlo se non lui?
Chissà come sarà stato viaggiare sul suo Crazy Train, chissà se lassù verrà amato almeno quanto lo è stato qui. E come potrebbe non essere così?
R.I.P. Ozzy, Prince of Darkness
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