Settembre è arrivato, sembrava lontano ma era già qui ben prima di prenderci quei giorni d’aria che ci eravamo ripromessi. Vero? Così passa il tempo, senza chiedere il permesso.
Le cose del mondo hanno continuato a imperversare, tra burrasche del meteo e attacchi devastanti a chi è già in ginocchio e non può più nulla. Le passerelle delle star al Lido, i siti affollati di debosciati patetici che non si rendono neppure conto di come sono messi, le spiagge che si svuotano e tutti che lamentano qualche danno: bella questa estate 2025. Davvero.
Per fortuna che adesso è arrivato settembre e che il lavoro ci terrà impegnate le giornate mettendo in tensione il cervello e quel poco che ormai si può fare. I numeri, quelli che ci vengono propinati dagli esperti, parlano chiaro: siamo condannati. Questo qui è l’inferno, ci aveva avvertiti Calvino e noi abbiamo pensato fosse soltanto letteratura. Idioti.
Detto questo, siamo pronti a rimetterci in riga. Il mio calendario è già zeppo di scadenze, impegni, progetti, obiettivi, buoni propositi e silenzi sparsi.
I miei numeri sono sempre emotivi, non potrei affrontarli se così non fossero. Quando li peso sembrano cambiare sostanza, la cosa mi tranquillizza. Quando li osservo noto forme che mi mettono inspiegabilmente a mio agio. I numeri emotivi hanno questo potere su di me.
Tutti gli altri? Cerco di non dar loro troppo spago. Conosco i miei limiti. Tutto quello che so è che se maneggio ciò che conosco, mi posso illudere che – in qualche modo – riuscirò a tenere la rotta.
Buon primo-lunedì-di-settembre a me e a te!
Vai all’articolo precedente ——–>
Torna in homepage per scegliere altri articoli da leggere —————>
