Non è arrivata un’onda che ci ha sommersi, semplicemente il livello delle informazioni è cresciuta cresciuta cresciuta come una marea che si fa sempre più alta e non ci dà tregua. Non ce ne rendiamo conto, ma siamo sommersi, senza fiato, e non stiamo bene. Per niente.
La causa è questo disturbo subdolo che ci sta mandando in pappa il cervello e che ci toglie lucidità e riposo:
Infodemia: difficoltà di gestire un eccesso di informazioni, come un’obesità di dati.
Nessuno si salva, schivare le notizie è impossibile. Quello che non fa la televisione lo fa internet e dove la connessione rallenta ci pensa la gente, che non si toglie il brutto vizio di parlare di quello che non conosce e di farlo come fosse esperta. Il nostro cervello non stacca mai, soprattutto dalle notizie che ti fanno nascere paure nuove senza smettere di alimentare quelle che già ti stai smazzando a fatica.
Bene. Anzi no, bene per niente, ma non possiamo scappare tutti in cima all’Everest e spegnere il cellulare o il pc forse non basta più.
La cosa più bastarda di tutte? Che nel troppo niente conta davvero. Una cosa vale l’altra, non c’è contenuto obiettivamente selezionato. Tutto a flusso continuo. Senza sosta.
Quando una spugna ha assorbito il massimo del liquido che può, smette di farlo. Il liquido che gli si versa sopra scivola via. Ebbene, ognuno di noi trattiene ciò che risuona maggiormente con i propri interessi, il resto scivola via. Quello che tratteniamo, ovviamente, ci intossica. Diventa ossessione, diventa malattia. Non necessariamente ci serve per evolvere, spesso ci mette talmente sotto pressione che a un certo punto facciamo crack.
Vivere come spugne non ci fa amare il mondo, tutt’altro. E il mondo non sta messo bene, noi anche peggio.
Finché non ci permettiamo di liberarci, finché non ci diamo una svegliata, staremo sempre peggio e ci attaccheremo a tutto lo schifo che troviamo in vendita.
Perché se dimentichiamo chi siamo e cosa possiamo fare, non ci rimane granché.
Vediamo di riprenderci in mano e sistemarci su un livello diverso, dove la marea non ci toglie il respiro.
E che questo Agosto non ci massacri il sonno, dormire è ancora la cura migliore per sopravvivere.
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