(165) Carte

Tempo fa – molto tempo fa – pensavo che uno nascesse con delle carte da giocarsi e che la partita si risolvesse in una mano soltanto. Ero convinta di essere fregata, avevo delle carte veramente pessime.

Avevo frainteso la questione: ci sono più mani da giocare e le carte vengono ridistribuite più volte (certo, un po’ alla cavolo – bisogna dirlo) per offrirti nuove possibilità di sfangartela.

Il punto è, però, che se non impari a giocare, puoi anche avere le carte migliori del mondo ma non te ne accorgerai mai. L’imparare occupa gran parte della nostra vita e il continuo cambio di carte può portare all’annichilimento. Bisogna imparare e bisogna capire come gestire le carte. E maneggiare dignitosamente la tensione del gioco. E leggere meglio volti e ambienti per intuire eventuali mosse e bluff.

Dimenticavo: si gioca per vincere, non per evitare di perdere o perdere troppo.

Share
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

(7) Donne

Lavorare con le donne comporta un totale mettersi in gioco, sempre. Non c’è separazione, c’è una sola donna che ti si mostra con volti diversi, con abiti diversi. Difficile guardare negli occhi delle donne, da donna, e giudicare eccessi e debolezze. Significa giudicare te stessa.

Mi riesce meglio se mi guardo allo specchio, senza i volti di altre donne a farmi da contorno. Dimentico che è permesso anche a me avere volti diversi, forme diverse. Mi concentro su ciò che vedo e faccio fuoco.

Fa sempre male e non risolvo nulla.

Amo lavorare con le donne: mi salvano la vita.

b__

Share
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF