(995) Tè

Per chi manca di fantasia il tè è quello pomeridiano accompagnato dai pasticcini. Per chi manca di fantasia il tè è quello verde o al gelsomino o quello nero (quasi imbevibile). Per chi manca di fantasia il tè lo prendi con lo zucchero, magari un goccio di latte (ma perché?!). 

Per chi abbonda di fantasia il tè è un concetto e te lo prendi quando hai voglia tu e come ne hai voglia tu, anche avessi voglia di farti un frullato di prosciutto e melone, se per te quello è il tè, allora quello è. E nessuno fiati.

È una questione di visione. Il tè è la pausa. La pausa per ogni idiozia ti venisse in mente perché ti serve per staccarti dalla realtà. Entri in una sorta di sospensione meditativa (che non è l’abbiocco) e ti concedi una fuga. Il tè è una filosofia che sottende ogni desiderio, perché i desideri prendono forma lì, nella sospensione del tè. 

Questa cosa che il tè lo devi consumare con un ospite è fuorviante. Non è una riunione di pettegolezzi e fiumi di lamentele che ci si butta addosso l’un l’altro, il tè è leggerezza. E se sei stanca dopo che hai fatto ‘sto meeting, che chiami tè con le amiche, è perché il tè non si prende così. Così si fa un aperitivo, con tanto alcool in programma, non un tè! È l’alcool che ti permette di sopravvivere alle miserie messe sul piatto (le tue e quelle non tue). Bisogna rendersi conto che non ci si può sommergere di miserie tutto il giorno e il tè ti permette di sottrarti per un po’ a quel flusso disumanizzante. Chiaro?

Quindi, ripetiamo tutti insieme: il tè è quello che pare a me, e nessuno fiati.

 

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