(96) Impronte

So lasciare buone impronte io. Belle direi. Sono orgogliosa di ognuna di loro, anche di quelle che avevo fatto sulla sabbia e si sono ormai cancellate con i venti del tempo.

Piccole impronte le ho lasciate sul cemento, tipo Wall of Fame, anche se non si trovano in un luogo reale. So solo io dove scovarle, questo me le rende ancora più preziose perché scompariranno con me se non spiffero il mio segreto a qualcuno prima di morire.

Mi piacerebbe lasciare una bella impronta per sempre, ma per quello bisogna esserci nati. C’è un talento lì sotto che non so replicare e, temo, di esserne priva. Ammetto che questo è un mio piccolo rammarico, però, la mia modestissima condizione umana non mi impedisce di lasciare le mie piccole e belle impronte sparse qua e là. Ne vado fiera.

Non dovrei dirlo, ma vado fiera anche di quelle impronte che non sono proprio un ricordo buono in chi le ho lasciate. Ne vado fiera perché c’è voluta buona volontà e determinazione per non tirarsi indietro e lasciarle lì. Che poi la vita è tutta una questione di traduzione dei fatti, va’ a sapere chi ha ragione alla fine.

Stavo parlando di impronte: quelle del 2016 non erano affatto scontate. Ora che me le posso guardare tutte e scegliere quali cancellare da me e quali lasciare lì in bella mostra, rimango un po’ stupita. Accidenti! Il mio darmi da fare come una formichina instericamente stakanovista lascia tracce impressionanti.

Chi l’avrebbe mai detto. Chi? Io.

Mica mi do tanto da fare per niente, almeno un’impronta la lascio! Poi mi siedo lì a guardarle aspettando il vento. Quello arriva sempre, ma io ho fotografato tutto e l’ho messo al sicuro. Sia quel che sia.

Bye bye 2016!

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