(349) Telecomando

Ci sono delle cose che mi fanno incazzare e basta. Succedono e mi incazzo. Non ho neppure voglia di rifletterci, discuterne, confrontarmi, rivalutare… no. Mi incazzo e basta. Gelidamente e furiosamente.

Al top della classifica c’è la mancanza di rispetto. Sembra un topic vago, ma non lo è. Lo definirei vasto e fantasioso perché può essere declinato in un fantastiliardo di modi diversi e ognuno di questi può prendere svariate sfumature e forme e dimensioni e intensità tali da non riuscire a nominarle tutte.

Il trattare le persone come se fossero un programma TV che quando ti stufa cambi pigiando un tasto del telecomando, per esempio, è tra le tante modalità quella più sfacciata, insolente, irritante e diosolosachecosaltro.

Succede continuamente, è diventata la colonna portante dei rapporti umani in questo incasinato secolo. Tu stai lì e parli di qualcosa che non viene ritenuto interessante e vieni bruscamente interrotto per parlare d’altro. Magari qualcosa di cui non te ne frega nulla, o di cui ignori totalmente l’esistenza, eppure… a domanda risponde.

E giri come una trottola cercando di sintonizzarti sul canale giusto, quello capace di mantenere sveglia l’attenzione del proprietario di quello stramaledetto telecomando, perennemente insoddisfatto e stronzo patentato. Come se tu fossi lì per intrattenerlo amabilmente, per distrarlo da se stesso quel tanto che basta da fargli pensare che con te non sta perdendo tempo.

No, non va bene, non va affatto bene. Se ti aspetti intrattenimento, paga a me il canone.

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