(380) Finzione

Quando creo una storia simulo situazioni e quindi racconto ciò che non è accaduto, ma che accade solamente nella storia che sto raccontando. La finzione all’interno della mia storia non esiste, tutto è reale. Realmente accaduto esattamente lì dentro.

Come sono rigorosa nel mio creare una storia, così lo sono nel creare la mia realtà. Non c’è finzione, è tutto vero.

Non la definirei una scelta, piuttosto una condizione naturale. Non so fare in altro modo e se scelgo una modalità diversa mi costa troppa fatica, troppi pensieri, troppi disagi. Crolla la coerenza, crolla la verosimiglianza, crollo io.

Simulare, se lo si fa bene, può cambiare la realtà in cui viviamo. Ovviamente l’intento non dev’essere l’inganno, non deve avere come scopo danneggiare qualcuno o qualcosa, la purezza dell’azione determina il risultato. Sto dicendo che ci sono persone che partendo da una situazione di estrema difficoltà hanno saputo crearsi un ambiente mentale talmente forte, talmente vero, che specchiandosi in una realtà mediocre l’hanno convinta a modificare i propri contorni… da lì la finzione ha preso il largo ed è diventata l’unica realtà disponibile.

Possiamo chiamarlo il potere della mente, possiamo chiamarlo la grande illusione o possiamo – meglio – non chiamarlo affatto, tanto l’evento accade continuamente anche a nostra insaputa.

La finzione di cui parlo è quella che ci permette di costruire anziché distruggere. È l’unica possibile, per me. L’unica che può farsi perdonare qualsiasi cosa.

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(377) Yoga

Ammiro sinceramente chi abbraccia questa splendida disciplina. Li guardo come un marziano può guardare con nostalgica tenerezza il suo pianeta che non rivedrà più. Come se in un’altra vita io fossi stata non solo una Yogi, ma  Patañjali in persona. Sento profondamente un legame che per quanto prima fosse forte è destinato a non ripristinarsi mai più.

Lo dico con un certo rimpianto, ma senza dannarmi l’anima. Fingere non mi piace, mi costa fatica.

Il mio cervello corre come un pazzo, fa niente se dormo o sono sveglia, lui corre e basta. Quand’ero adolescente cercavo di acchiappare al volo più pensieri che potevo per esternarli più che potevo. Non stavo zitta un attimo. Ho rischiato il linciaggio più di una volta, eppure non ho mai avuto un calo di voce, neppure nei momenti in cui mi devastava la febbre influenzale.

Mi succede ancora, ci sono delle giornate in cui i pensieri arrivano tutti insieme e vogliono uscire dalla mia bocca e se sono soltanto un po’ stanca e non mantengo la guardia alta rischio la vita. Col tempo i pensieri si sono affinati, il sarcasmo si è ridotto ma l’ironia ha preso forme pungenti che non sempre vengono accolte con piacere dal pubblico a cui mi rivolgo.

In tutto questo – anche se si potrebbe pensare che sono uscita dal seminato, non è così – so che la pratica dello Yoga potrebbe essermi utile – placare la mente – eppure la mia mente le pensa tutte per tenermici lontana. Non lo so, accade sempre qualcosa che mi spinge via, qualcosa che mi fa scegliere un altro modo per rafforzare il marasma di pensieri anziché affidarmi alla pace, al Nirvana.

Born to run. Non c’è dubbio.

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(274) Minaccia

Capita, a volte, di sentire il mondo come una minaccia. Capita a tutti. Poi deve passare, però. Vivere in perenne stato di allerta perché il mondo è una minaccia continua ti porta ai matti. Devi farci i conti e trovare un accomodamento vivibile. Prepara un bel giaciglio per la tua ansia e portati appresso un fischietto, che in caso di necessità la chiami e lei arriva.

Per il resto del tempo: scordatela. L’ansia c’è e rimarrà con te per sempre, anche se pensi che lei se ne sia andata, non è così. Sta a riposo, ecco tutto.

Fondamentalmente tutto quello che esiste in questo mondo può essere fonte di ansia e può tramutarsi prima o poi in minaccia tangibile. Spesso letale. Eppure, nonostante tutto, si va avanti. Gestire la propria giornata piegati in due dalla minaccia che incombe sul nostro collo è ingiusto. Ci togliamo il respiro.

Nessuno di noi sa quanto tempo gli è dato da vivere (quasi nessuno) – neppure se abbiamo una condanna esplicita marchiata a fuoco addosso – può sempre accadere qualcosa, in qualsiasi momento e ovunque. Quindi: AMEN. Che sta a significare: non ci possiamo fare nulla. Nonostante le precauzioni, le paranoie, i salti mortali. NIENTE. Te ne vai esattamente quando è il tuo momento d’andartene (al diavolo o in paradiso non fa differenza).

Credo che l’unica minaccia davvero temibile sia quella di avere una mente che gioca al terrore con noi. Un bel respiro, quindi, e sempre avanti – senza perdere il fischietto (sia mai!).

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(253) Chimica

È quella cosa che anche se non la conosci, anche se la eviteresti, anche se non ne vuoi sapere… c’è. È parte di te, funziona a prescindere da tutto. Ti sorregge o ti sotterra, ti asseconda o ti si oppone, ti fa spaccare tutto o ti fa in pezzi. Dipende da come funziona e dipende da te controllare che funzioni bene.

A un certo punto della mia vita ho deciso che dovevo saperne di più. Ho iniziato a leggere e ad approfondire il discorso, pensando che una volta capito avrei gestito meglio le cose. Ecco, mi sbagliavo.

Non è che capisci come funziona la chimica del tuo corpo e lo gestisci meglio. Funziona, invece, che riesci appena appena a capire cosa ti sta succedendo riconoscendone certe dinamiche, e prendendo atto delle conseguenze dirette scatenatesi nella tua mente e nel tuo corpo.

Io, maniaca del controllo, mi sono arresa. Non voglio più controllare nulla. Mi arrendo alla chimica, mi arrendo alla vita, mi arrendo al flusso d’energia che comunque mi sovrasta.

Anzi, no: mi affido. Meglio.

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(126) Interconnessioni

Voi non le vedete mai? Quelle cose volatili, eteree, indicibili che ti fanno andare dal punto A al punto B e da lì al punto C (e così via)? Ci sono. Sono molto meno volatili, eteree e indicibili di quel che si potrebbe pensare. Ci sono e lottano con noi.

Significa che se noi non facciamo un minimo sforzo per individuarle e cavalcarle e far sì che la nostra mente ingenua possa attraversare ogni passaggio del Senso, ci girano le spalle e via.

Va bene essere pigri, distratti, noncuranti, superficiali e apatici, ma essere coglioni no!

Le deliziose interconnessioni tra le cose e le situazioni e gli eventi e le persone, dannazione, sono lì per farci un favore. Per farci agire o reagire, per farci fermare e riflettere o farci correre a più non posso per metterci in salvo. Quando si presentano davanti ai nostri occhi per farci solidi e impavidi e detronizzare l’abominio che altrimenti avrebbe la meglio, abbiamo il dovere di rispondere: presente.

No, non da soli, insieme. Ognuno a suo modo, ma insieme.

Le interconnessioni sono qui per salvarci la pelle, e non dite che non ve ne siete mai accorti. Come scusa non vale.

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(113) Mente

Trovo abominevole che a scuola non si faccia neppure un minimo cenno a come funziona la nostra mente, la nostra memoria, la nostra logica (sì, neuroscienze in soldoni), credo sia abominevole.

Se un ragazzo non sa come funziona il suo cervello, come il suo cervello lo può gestire se non impara a gestirlo lui, come il suo cervello può salvarlo quando il suo cuore è a pezzi, come il suo cervello può essere la sua dannazione se non se ne prende cura e se non lo tratta in modo corretto, come diavolo può capire gli effetti devastanti sulla sua mente di una droga, dell’alcool e di ogni abuso in cui si potrebbe imbattere?

Facciamo innamorare i nostri ragazzi delle proprie menti, aiutiamoli a usarle bene, a guardarsi dagli inghippi cervellotici e a ampliare il più possibile la portata delle loro capacità.

Diavolo, facciamolo subito!

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(112) Ispirazione

Quando manca te la devi far venire. Non è che uno si muove soltanto se è ispirato, bisogna farlo e basta. In linea generale vedo troppa gente che aspetta l’ispirazione prima di muoversi e nel frattempo si lamenta.

Ecco, non è che io sia baciata da ispirazioni luminose e costanti, tutt’altro, e quando attraverso periodi non proprio motivanti mi lascio andare un po’, ma ho provato sulla mia pelle che più non ti muovi e più fatica fai a muoverti. Anche se l’ispirazione t’arriva e ti colpisce dritto in fronte sul terzo occhio, se sei anchilosato perché sono anni che non ti schiodi da dove stai… bé, l’ispirazione avrà la peggio.

Vincerà la tua pigrizia.

Non facciamoci ingannare, ci sono diversi tipi di pigrizia e generalizzare non fa bene a nessuno. Per esempio io sono affetta da quella fisica: appena smetto di impegnarmi in un’attività fisica (per l’amor del cielo, mai stata un’atleta, ma certi sport li ho praticati pure io) che sia la palestra, la piscina, la pista di pattinaggio o quella di ballo, poi a ricominciare… campa cavallo! (rima involontaria, scusatemi)

Ok, dovrò guarire da questa indolenza, me ne rendo conto sempre di più mano a mano che il tempo passa e invecchio, ma… ma in tutta sincerità se la tua mente è attiva e capace di movimento, a un certo punto il tuo corpo obbedisce.

Viceversa è un casino.

Se sei affetto da pigrizia mentale, auguri. Davvero, credo che sia la malattia peggiore, quella più diffusa e quella più sottovalutata. Inizia a prenderti quando sei piccolo e non ti molla per tutta la vita. E se la tua vita è destinata a durare a lungo, aver a che fare con una mente pigra è una condanna che non augurerei a nessuno.

Detto questo, ribadisco il concetto: attendere l’ispirazione per fare qualcosa (qualsiasi cosa) è da rassegnati, da pigri, da lamentosi, da perditempo.

L’ispirazione bacia i vivi e non i morti.

Daje.

 

 

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(61) Nemico

Ci dicono che sono dappertutto. Nemici ovunque. Ci vogliono schiacciare, ci vogliono eliminare. E sono i più forti, lo stanno dimostrando.

La paranoia cresce cresce cresce, perché quando il cervello va in loop può combinarti dei casini devastanti. E quando te ne accorgi è troppo tardi.

Chi è il nemico che sta per avere la meglio su di noi? Bah! Non ha un nome, è una lobby, è un organismo tentacolare, è grande, enorme, ma invisibile.

Non abbiamo scampo.

La nostra mente può ingoiarci se glielo lasciamo fare. Buonsenso e logica perdono forza e argomentazioni, perché non li stiamo più ad ascoltare. La paura ci sta divorando e siamo noi a permetterglielo.

No, non dico che al mondo non ci siano minacce. Dico soltanto che possiamo essere noi ad avere la meglio, di tanto in tanto.

Consapevolezza e non smarrimento autodistruttivo.

La paura? Può essere messa da parte. Deve essere messa da parte se ha intenzione di smantellare, pezzo dopo pezzo, la tua esistenza.

b__

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(5) Scoperta

Immergermi in qualcosa che mi piace fa passare tutto. Sono fortunata perché la mia passione è diventata il totale del mio quotidiano, ma spesso sono presa dai ritmi del lavoro (deadlines, preventivi, appuntamenti, lezioni ecc.) e me la godo poco questa condizione.

Oggi ho dedicato tutto il giorno allo studio e mi sento piena di forze per affrontare la settimana di lavoro. Più comprendo le dinamiche della mente umana e più mi si aprono finestre dove proiettarmi stile Enterprise verso l’infinito e oltre. La scoperta di nuovi pianeti è la meta. Il mio viaggio.

Sapere un po’ di più per trovare modi di mettere in pratica quel che ho imparato è galvanizzante. Me lo ricordo sempre quando sono davanti a una classe di studenti recalcitranti e poco disposti a farsi elettrizzare, ogni volta è una sfida: riuscirò a far arrivare fino a loro la meraviglia di quello che sto vivendo?

Dieci su dieci ci riesco. Non perché io abbia doti speciali, il segreto è nella passione che ti muove e che ti insegna a non dare niente per scontato e, soprattutto, a non mollare mai.

Se per te è importante non molli. Semplice.

 b__

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