(289) Annacquato

Te ne accorgi subito: se lo allunghi con l’acqua, sa di acqua. E l’acqua va benissimo, ma non se quella che hai davanti è una birra o una coca-cola o uno spritz (o-che-ne-so-io). Insomma, ci siamo capiti.

La questione – semplice e per questo disarmante – è che si tratta sempre di una mancanza di coraggio che si esplicita con un tergiversare, buttare fumo negli occhi, tirare in ballo cose che non c’entrano niente e… aggiustare con l’acqua quello che ti pare troppo forte per essere bevuto così com’è.

L’ho fatto ogni volta che ho provato una sorta di compassione (anche di rimbalzo), e a mia discolpa posso dire che sono ancora convinta di aver fatto bene perché colpire senza pietà non fa parte del mio carattere. Eppure la mancanza di coraggio non dovrebbe mai essere giustificata. Però, in un certo qual modo, la gentilezza – quella innata e sincera – dovrebbe essere sempre apprezzata perché cosa rara.

Ecco, quando mi si esplicita davanti l’ingratitudine anche violenta per un mio gesto compassionevole/gentile… bé, non è che mi viene proprio spontaneo porgere l’altra guancia. Infatti, giro i tacchi e me ne vado.

Così è se mi pare.

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(260) Vulnerabilità

Mi sono sempre impedita di colpire un punto vulnerabile del mio avversario. Forse perché non mi sono mai misurata con nessuno che volessi definitivamente far fuori, ma ho ricevuto parecchi colpi quasi-letali a cui sono sopravvissuta (certo) e che mi hanno fatto capire che dall’altra parte la voglia di farmi fuori c’era eccome.

Lo dico davvero: credo fermamente che quando ci si trova faccia a faccia con un antagonista esiste il lecito e il non-più-lecito. Qualcosa che assomiglia al fair play, ma che è ancora più profondo. Più sacro.

Quando il tempo ha fatto il suo lavoro e la ferita quasi letale si è cicatrizzata, ogni tanto il ricordo si affievolisce, diventa meno duro. Di solito. Eppure, mi risulta impossibile offrire una seconda possibilità. Mancherò di spirito cristiano (ma non è mai stato un mio cruccio dimostrarmi o meno cristiana), ma dare a chiunque la possibilità di colpirmi per la seconda volta – considerato che il mio punto debole si è rivelato – mi sembra una dichiarazione di imbecillità. Un suicidio.

Ecco, preferisco andare cauta. Grazie.

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