(401) Tavolata

Un tempo sognavo una tavola grande, molto grande, dove far accomodare tutti gli amici e tutti quelli che avrei voluto diventassero miei amici. Casa nostra era così, porte aperte per accogliere, sempre. 

In quel tempo avrei servito a tutti cibo e bevande per poter guardare ognuno negli occhi in cerca di un contatto sincero. A fine serata sarei stata affamata, ma felice per tutta quella umanità assorbita.

Quel tempo è passato, adesso la tavola non la vorrei così grande, così piena di umanità, penso che non riuscirei a trattenere tanti occhi nei miei tutti insieme. Forse è la stanchezza o forse la mia umanità sta pesando più di quel che dovrebbe.

In questo mio tempo cerco ancora gli occhi di chi mi sta di fronte, ma senza indagare. L’incontro si è trasformato in qualcosa di molto più delicato, meno invasivo e meno irruente. Non amo stare in mezzo a troppe persone, preferisco scostarmi un po’ per non farmi fagocitare. Ho acquisito un nuovo senso dello spazio, non temo più le vertigini della solitudine.

Tutto il tempo, nel mio presente, è un muovermi lenta, chissà perché. So solo che va bene così e non me ne frega niente se ai più sono diventata straniera. Indosso meglio il mio nome, ora. Senza scuse né giustificazioni.

 

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(300) Profumo

Ogni tanto mi ricompare sotto il naso, come se non fossero passati 35 anni, il profumo che usava la mia nonna. Un misto di borotalco e di rosa. Altre volte il profumo del cibo che mi cucinava e ne posso sentire ancora il sapore.

Ogni tanto rieccolo il profumo del Mare del Nord e quello delle Highlands e quello del Tay River, e chiudo gli occhi e sono di nuovo in Scozia, di nuovo immersa in quella terra che mi faceva stare bene.

Ogni tanto vengo colpita con un pugno allo stomaco dal profumo di qualcuno che ho perso e che mi manca.

Il profumo delle persone e delle cose mi rimane nella carne e non c’è verso di farlo andare via. Non si può cancellare come fai con i segni della matita su un foglio, sono disegni radicati per sempre.

E certe volte fanno bene, altre fanno male. Certe volte bene e altre male. Bene e male, mescolati con nostalgia e struggimento. Alla fine della storia, credo di essere fatta di profumi più che di parole, e con questo ho detto tutto – almeno per oggi.

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