(461) Podcast

Non avrei immaginato, dieci anni fa, che il podcast potesse essere un mondo a me affine. Un modo per creare, e soprattutto per comunicare, che si sarebbe rivelato fondamentale per la mia crescita personale e anche per quella professionale. Il mio accettare la sfida – ringraziare Simone per questo è sempre cosa buona e giusta – è stato il regalo più bello che potessi farmi e non solo per il periodo che stavo vivendo, ma anche per gli anni successivi. Fino a oggi.

Ho creato una decina di programmi diversi, tutti con una loro specifica identità, che mi hanno permesso di accompagnare in ogni momento della giornata e della notte chi volesse ascoltarli. Centinaia di persone. Non le conosco, non ho mai visto i loro visi, mai sentito le loro voci, mai saputo nulla della loro vita o dei loro desideri o sogni… eppure ho avuto il privilegio di restare con loro un po’ per condividere pezzetti di me.

Non ho mai analizzato gli ascolti – come si fa in radio – perché non volevo essere vincolata (emotivamente parlando) ai piccoli numeri o ai grandi numeri – rispetto a chi e a cosa poi ci sarebbe da discuterne – ma volevo semplicemente creare qualcosa di bello. Credo di averlo fatto, ogni volta.

So che farsi i complimenti da soli è patetico, ma questa sera non sto celebrando il mio essere brava (seppur patetica) perché non ho mai pensato di esserlo davvero e definitivamente, stasera voglio guardare agli ultimi dieci anni di lavoro onesto e dedicato e ringraziare tutto quello che il podcast ha raccolto di me e tutti quelli che lo hanno condiviso con me. Un’esperienza eccezionale, un percorso senza eguali perché nel podcasting ognuno si fa la sua strada – puntata dopo puntata – e non c’è una migliore dell’altra, sono tutte strade possibili.

Mi sto prendendo una pausa e sto già soffrendo di nostalgia, ma credo sia uno stop che devo fare e che devo fare ora. Ho un progetto in mente, che ha a che vedere con il podcast ovviamente, ma ogni cosa a suo tempo e soprattutto devo permettere al tempo di fare pulizia.

Ho messo da parte un capitale importante, che parla di umanità e di bellezza, e sarà lui a farmi ritornare davanti a un microfono per cercare ancora e ancora di raccontare una storia.

E ora… silenzio.

 

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