(444) Neve

Ci sono cose che non dovrebbero essere toccate. Cose che sono già perfette così, perché ci ha già pensato Madre Natura a farle per bene e non è richiesto nessun intervento umano aggiuntivo. Di nessun genere.

Anche certi pensieri non dovrebbero essere toccati. Nascono perfetti, come fiocchi di neve, e se li tormenti anche solo con la punta del polpastrello ti si sciolgono davanti agli occhi e basta, non rimane più nulla. La neve non dovrebbe essere calpestata, solo ammirata da lontano.

Ho imparato a non toccare certe cose, principalmente perché ne colgo la Bellezza e non voglio rovinarla. Stessa cosa per certi pensieri, con l’esperienza ho capito che quelli che ti sollevano il respiro non devono essere toccati né da me né da altri e preferisco lasciarli fluttuare nel mio Iperuranio in segreto, silenziosamente.

Forse si tratta di una certa forma di pudore, alcuni direbbero, ma io mi conosco bene e il mio senso del pudore – ben solido – non ha nulla a che vedere con questa scelta. Voglio solo tutelare il mio sacrosanto diritto al pensiero libero, non mi fido più degli umani e non conto più sulla delicatezza di alcuno.

Ci sono cose e pensieri che dovremmo proteggere da tutti, anche da noi stessi, per una forma di rispetto della Vita e del disegno del Creato. Liberi da un ipotetico sperato sostegno, liberi da un’utopica condivisione fraterna, liberi dal bisogno di popolarità: certe cose e certi pensieri sono già pieni, già forti, già liberi così come nascono. Se smettiamo di prendercene cura, li perdiamo. Per sempre.

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