(654) Incantesimo

Vi è mai capitato? Di sentirvi come storditi, fuori centro, allucinati (senza esservi dopati in alcun modo)? Non in un modo brutto però, come se foste usciti da un luogo incantato di malavoglia, con ancora attaccata addosso quell’atmosfera che vi ha fatto stare così bene? Ecco, così. Esattamente.

La realtà richiama all’ordine. Quale ordine poi? Chi lo sa. 

Piombare nell’ordine che ci è proprio dopo che siamo stati innamorati persi per due settimane non è il massimo della vita. Sembra piuttosto la morte del cuore e del cerebro. Ecco, quasi così. Quasi esattamente così.

Bisognerebbe allora evitare gl’incantamenti? Mah. 

Rassegnarsi a un beige uniforme per ricoprire le pareti di casa è sconfortante, tocca inventarsi qualcosa per attutire il colpo, morbido ma non troppo, che regga il colpo di coda del ritorno e dell’ineluttabile. Buttarsi sul cibo spazzatura? A volo d’angelo. Immergersi nella seconda stagione di Luke Cage? Diamolo per scontato. Ma potrebbe non bastare.

Tocca rimettersi al lavoro. Tocca tirare fuori una buona idea e concentrarsi su quella. Tocca ignorare l’ordine per ricreare il disordine di ciò che si compone piano piano per mostrarti la sua forma soltanto dopo un po’ che gli hai dedicato l’anima. Bisogna correre ai ripari e iniziare subito, senza pensarci troppo, senza calcolare i se e i ma e i forse e i perché. Dopo, dopo, dopo!

Bisogna. Ora!

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