(560) Chiacchiere

Le chiacchiere stanno a zero. Sul serio. Alla fine, quando tiri le somme, ti rendi conto che ci sono cose che sanno parlare senza bisogno di tirar fuori la voce e altre che per quanto riescano a rincretinirti di parole non ti lasciano niente.

E dire che a me piace comunicare, dire, far uscire suoni abbracciati ai pensieri, ma ci sono giorni in cui la mia voce si piega e si accascia al suolo, esausta. Mi rendo conto che metà di quello che dico è stato buttato. Non ha neppure scalfito la superficie del guscio contro il quale si è andata a schiantare. Energia sprecata, tempo sprecato, voce sprecata e intenzione mortificata.

Quando sono sola, le chiacchiere degli altri non mi colpiscono e le mie smettono di avere peso. Il mio chiacchierare con me stessa è leggero, più che altro un accompagnamento, e se i pensieri sono troppi arrivo al silenzio. Il silenzio seda le chiacchiere, anche quelle degli altri. Se tengo botta e non mi lascio andare a commenti, se riesco a lasciar correre, la persona che mi sta rintronando con i suoi bla-bla-bla dopo poco molla e se ne va via. Non regge il silenzio uno che vive di aria fritta. 

Quando riesco a ripulirmi da tutte le parole che mi hanno lanciato contro e che si sono appiccicate ovunque, mi sorprendo di quanto alcune siano riuscite a bruciarmi ogni strato e che comunque non se ne andranno. La non-dimenticanza è una questione di ferite, la pelle non dimentica e la pelle non perdona… perché il cuore dovrebbe? 

Le chiacchiere stanno a zero. Sul serio. A zero proprio.

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