(515) Inarrivabile

Le stupidate che riesco a fare io darebbero filo da torcere a chiunque, ho raggiunto un livello tale da ritenersi a pieno diritto inarrivabile. Sul serio.

Oggi, per dirne una, ho trascorso il tempo a lamentarmi per un appuntamento serale che avrei voluto evitare con tutte le mie forze e che invece mi ha vista arrivare puntuale nel posto giusto ma nel giorno sbagliato –  un paio di mesi in anticipo, sigh – parcheggiando a casadidio sotto la minaccia di un diluvio imminente.

Ecco, cose così… ma ho fatto anche di peggio, altroché.

Un’altra caratteristica inarrivabile che porto avanti con orgoglio (giusto per non dovermi buttare a lago) è la mia ostinazione nel fidarmi delle persone. A prescindere io mi fido, poi me ne pento, anche subito, anche solo un nanosecondo dopo (e rimedio), ma intanto mi fido. Non lo so il perché. Sarebbe semplice vedere la causa nel mio essere istintivamente in buonafede, credo invece che abbia a che fare con il fatto che non vedo motivo per cui qualcuno dovrebbe raccontarmi una bugia. A che scopo?

Va bene, ho capito che la gente mente anche senza scopo alcuno, solo perché le va o perché non può farne a meno o perché ignora quale sia la realtà delle cose, eppure non riesco a partire scettica, è più forte di me.

Onestamente parlando, mi piacerebbe potermi vantare di essere inarrivabile per peculiarità più edificanti, purtroppo non ne ho. Le so riconoscere negli altri però e questo credo sia un buon modo per mantenere allertata la mia curiosità, nonostante la massa di trogloditi con cui ci troviamo a lottare ogni giorno.

Per me inarrivabile è la condizione di gioia intima anche quando tutto va al rovescio, mi piacerebbe incontrare un Essere Umano portatore sano di gioia… resterebbe dentro di me per sempre.

 

 

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